António Guterres nuovo Segretario Generale ONU: perché è l’uomo giusto

Incontrai António Guterres in una conferenza tenutasi nella prestigiosa Università di Coimbra il 22 maggio 2016, dove egli ricevette il dottorato per Honoris Causa. Con lo spirito animato e cordiale che contraddistingue i portoghesi, il politico e diplomatico lusitano scambiava parole con studenti e docenti, visibilmente emozionati, rispondeva pazientemente alle domande rivolte, anche a quelle più spinose, sulle quali spesso gli abili politici glissano restituendo al mittente risposte risicate e prive di contenuto. António Guterres mi sembrò innanzitutto una persona sincera e disponibile al dialogo, ma allo stesso tempo circondata da un certo alone di saggezza che gli conferiva un aspetto autorevole.
Autorevole lo è anche il suo passato: sarà infatti il primo Segretario Generale ONU ad essere stato anche Primo Ministro. Guterres infatti, è stato alla guida dell’esecutivo portoghese dal 1995 con il partito socialista, rieletto poi nel 1999, tuttavia non riuscirà a concludere anche il secondo mandato, dimettendosi dalla carica nel 2002 a causa di contrasti interni e divergenze relative al partito. Oltre ad un periodo abbastanza florido per l’economia portoghese, il suo mandato viene ricordato – oltre che per l’Expo di Lisbona del 1998 – principalmente per l’utilizzo dello strumento del dialogo e della concertazione fra le parti sociali, elemento che lo rese abbastanza popolare. Fino al 2005, Guterres rimarrà anche a capo dell’Internazionale Socialista (primo portoghese della storia a coprire quest’incarico).
Nel 2005 Guterres porta il suo carisma in seno alle Nazioni Unite, dove viene nominato Alto Commissario per i Rifugiati, una carica che ricoprirà per dieci anni. È proprio qui che si comprende, a mio avviso, la caratura del personaggio in questione. Difatti, in questo decennio, le crisi non sono state affatto poche ed isolate. Le escalation, cominciate con la guerra civile libica e proseguite dall’inasprirsi dei conflitti in Siria, hanno condotto ad un’enorme ondata di rifugiati che ha interessato anche le regioni a sud dell’Europa. Ovviamente, di fronte a cause di forza maggiore come le instabili situazioni politiche dei Paesi in questione, non sarebbe stato facile per chiunque. Tuttavia, Guterres contribuisce sensibilmente all’aumento della presenza del personale sul campo, specialmente in Siria, dove il conflitto è peggiorato allo scadere del suo mandato. Il diplomatico portoghese è famoso anche per i cospicui tagli del personale effettuati proprio nelle sedi di Ginevra, per utilizzare gli stessi fondi aumentando lo staff che nel 2015 attinse, con il proprio operato, circa 126 Paesi nel mondo.
Curriculum a parte, quel che ci si augura è che il nuovo Segretario dia un apporto fondamentale alla più importante delle organizzazioni internazionali. È importante fare una premessa: il Segretariato Generale dell’ONU non si è mai distinto per particolari personalismi, essendo – stando agli articoli 97,98,99,100 e 101- una carica comunque marginale, almeno dal punto di vista decisionale, e molto spesso decisamente ornamentale. L’attuale Segretario Generale Ban Ki-Moon, ad esempio, è stato spesso criticato per la sua scarsa attitudine al dialogo – favorita da una certa mancanza nella padronanza delle principali lingue diplomatiche quali inglese e francese –, per posizioni spesso contraddittorie su importanti temi come la pena di morte, e per una certa inettitudine – il New York Times nel 2013 gli dedicò un articolo dal titolo: “Where are you, Ban Ki-Moon?” –. Personalmente, non mi è difficile immaginare che le cose potrebbero essere diverse con Guterres, un personaggio spesso distintosi per il suo protagonismo ed il suo carisma. Nonostante manchi di notevole peso politico, il Segretario Generale rimane in stretta collaborazione con l’Assemblea Generale e con il Consiglio di Sicurezza, ed il dialogo è proprio lo strumento di cui egli deve servirsi per fungere da mediatore illustre e da portavoce. Date le questioni all’ordine del giorno, sono portato a credere che non ci sia figura più appropriata di Guterres, le cui azioni concrete sono sempre state caratterizzate da profondi principi di umiltà ed umanità, ed è proprio questo che mi auguro il suo mandato riesca ad esprimere.
Dal punto di vista strategico, Guterres ha, d’altronde, messo d’accordo quasi tutti. Le attuali tensioni fra USA e Russia sulla questione siriana e la mancanza di un accordo sulle azioni da intraprendere in merito, avevano trasformato la nomina del nuovo Segretario in un ulteriore terreno di battaglia sul quale entrambe le parti avrebbero fatto valere il proprio peso. Sebbene ci si aspettasse la nomina di una donna – la carica di Segretario Generale è sempre stata ricoperta da uomini dal 1945 ad oggi -, la bulgara Kristalina Georgieva, appoggiata dai russi, non convinceva affatto Stati Uniti e Gran Bretagna, in grado di fare la differenza nella nomina del candidato, in quanto la decisione è presa in seno al Consiglio di Sicurezza. António Guterres invece, è stato considerato come candidato del tutto privo di qualunque tipo di condizionamento politico, e, come affermava in seguito alla sua nomina il Washington Post, egli è noto per essere “a charismatic speaker who isn’t afraid to call out adversaries in his speeches, even if they are in Washington or Moscow”, ci si può aspettare, dunque, che Guterres non le mandi a dire. Il candidato portoghese è stato sostenuto all’unanimità e l’Assemblea Generale ha infine sancito la sua nomina alla carica, che diventerà effettiva solo a partire dal gennaio 2017.
Immune da ogni tipo di condizionamento politico, determinato a condurre il proprio mandato e a far valere le proprie ragioni ed i propri principi etici, António Guterres promette di essere un personaggio di spicco nell’ambito delle Nazioni Unite. Ci auguriamo che la sua figura possa contribuire alla risoluzione di varie spinose questioni che le Nazioni Unite sono chiamate a fronteggiare ogni giorno, e, perché no, favorire il dialogo quale strumento diplomatico per ridurre le tensioni ed i conflitti su scala globale.

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