Così volò la democrazia

La democrazia in Italia sta procedendo verso un inesorabile declino. Le opposizioni hanno lasciato l’aula durante l’ultima votazione della nuova legge elettorale. Si è soliti dire “la speranza è l’ultima a morire”, oggi ne celebriamo il funerale.

Da mesi assistiamo inermi ad un muro contro muro in cui il dialogo non è la priorità, ma sfacciataggine e comportamenti autoritari sono all’ordine del giorno. Nel sistema politico italiano a fare vera opposizione sono rimasti in pochi ed è da questi pochi che deve nascere un’alternativa politica concreta, vera e passionale.  Colmare il deficit democratico italiano richiede la collaborazione di tutte le parti in gioco e l’ascolto reciproco deve entrare di diritto nelle priorità di questo governo.

Meglio non può raffigurare l’immagine in copertina il volo delle opposizioni, della democrazia in generale. L’Aventino delle opposizioni non può e non deve essere più tollerato perchè non esiste democrazia senza opposizioni. Un basso livello democratico, tra i più bassi d’Europa, non giustifica atteggiamenti autoritari e prese di posizione degne delle moderne dittature. Passare da una situazione di apparente democrazia ad una di autocrazia è molto più semplice di come possa sembrare (ad esempio l’Ungheria, guidata dal 2010 da Viktor Orban).

Non lasciamo che anche in Italia fare opposizione significhi essere sempre dalla parte del torto, che il pesce più grande mangi sempre il pesce più piccolo, che i più forti abbiano sempre la meglio.

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